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IL GIUSTO ATTEGGIAMENTO MENTALE CHE GENERA PERFORMANCE DI ALTA QUALITA’

 

 

 

 

 

Le mandanti costantemente chiedono di elevare le performance della propria rete. Tutto questo per portarle ad uno stato di alta qualità. Le performance di alta qualità, in realtà partono da atteggiamenti mentali ben antecedenti alle “solite richieste” delle mandanti.

Il primo interrogativo da porci è: Quali sono le “solite richieste” fatte dalle mandanti alla rete? Ai manager che gestiscono rete? Semplicemente…l’aumento di un determinato fatturato, in un preciso momento storico. 

La mentalità giusta per approcciare ad uno stato elevato che porti a performance di alta qualità, potremmo racchiuderla in una sorta di manualetto fatto da alcune regole del Coaching. Tale manualetto è fatto da una sequenza di domande, che in verticale vanno a spingere sul cambio di atteggiamento mentale che genera performance di alta qualità. 

Le domande sono: “in che modo il coaching crea performance di qualità? Come sappiamo che un’alta performance e correlata a una cultura interdipendente e integrata? In che modo viene dimostrato tutto questo?”

Tali domande possono costituire, come su indicato, una sorta di intervista che può essere applicata a tutti i settori personali, professionali ed aziendali. Andando nel dettaglio per quel che riguarda l’ambito assicurativo, provare a generare una mentalità che ci porti ad avere performance di alta qualità, è tradotta in soldoni, la produzione di polizze assicurative che sono anche remunerative per la rete. Bisogna ragionare non più come singolo venditore, sub-agente, agente o broker, ma piuttosto come un vero e proprio Leader di un gruppo di Consulenti Assicurativi. 

Le Compagnie, le Agenzie, i Broker e le sub-agenzie sono organizzazioni ad alta affidabilità. Organizzazioni che cercano di azzerare gli errori pur operando in condizioni complesse, non facili e magari anche pericolose, in cui la conseguenza di un errore potrebbe essere, per il cliente o il consulente, finanche catastrofica (Es. rischio assicurativo tarato male e quindi non operativo, oppure danno reputazionale).

Il nostro consiglio, il consiglio di Insurance Trainer, è quello di fare, di sicuro domande, ma anche quello di porsi degli interrogativi. Gli interrogativi da porsi, quelli giusti, vanno fatti non solo nei momenti up, ovvero alla chiusura di trattative, ma soprattutto nei momenti down, per intenderci quando non c’è chiusura di contratto, quando il cliente ci ha rimandato per il solo piacere di farci perdere tempo o perché la moglie non è d’accordo, vi torna tutto questo? Ebbene sono questi momenti che processati, rivisti ed analizzati pezzo per pezzo fanno sì che si acquisti la giusta mentalità per generare performance di alta qualità. 

    

Francesco Cassese

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